Catanzaro: chiesto il giudizio per il giudice ritardatario

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per il giudice della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria Enrico Trimarchi, accusato del reato di omissione in atti d’ufficio per il ritardo di quattro anni nel deposito delle motivazioni di una sentenza, presentata dopo oltre 1.400 giorni. A causa del ritardo, quattro esponenti della ‘ndrangheta reggina ottennero la scarcerazione. Trimarchi era stato sentito il 28 luglio scorso dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Carlo Villani, che conduce l’inchiesta. Nell’interrogatorio il magistrato aveva sostenuto di aver depositato in ritardo le motivazioni della sentenza a causa della mole di lavoro a cui sono sottoposti i giudici della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Il giudice e’ stato l’estensore delle motivazioni della sentenza d’appello, emessa il 3 marzo del 2006, del processo ‘Prima Luce’, relativo alla faida di Sant’Ilario, protrattasi per oltre 17 anni, tra le famiglie di ‘ndrangheta dei D’Agostino e dei Belcastro-Romeo. Nel momento della sentenza i termini per le motivazioni furono fissati in 90 giorni, ma in realta’ il deposito avvenne dopo quattro anni e sei mesi. Sulla vicenda, nel dicembre del 2010, l’ex Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, dispose un’ispezione ministeriale ed il Procuratore Generale della Cassazione esercito’ l’azione
disciplinare nei confronti di Trimarchi.

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